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Approvato un documento per limitare la richiesta crescente di protesi 
Stop ai seni al silicone sotto i 18 anni 
(Risoluzione Parlamento Ue, 13.6.2001) 




Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza, il 13 giugno 2001, una risoluzione contro l'applicazione di protesi mammarie a fini estetici alle donne al di sotto dei 18 anni. Lo stop dell'Europarlamento è arrivato anche a seguito della petizione di un gruppo di sostegno alle donne danneggiate dal silicone, firmata da più di mille donne europee. L'obiettivo del provvedimento è quello di contrastare una moda che negli ultimi anni si è andata diffondendo tra ragazze sempre più giovani, e proteggerle dai rischi ancora non chiarissimi che possono insorgere a seguito dell'intervento. In via precauzionale, dunque, il Parlamento europeo dice stop agli interventi di chirurgia estetica su tessuti giovani, e ancora in crescita. Il documento approvato ricorda come la rottura delle protesi mammarie al silicone sia registrata in almeno il 5 per cento dei casi. Un rischio contro il quale la risoluzione suggerisce di dotare ogni donna operata di un passaporto, con tutte le indicazioni post-operatorie di rispettare. Con finalità di ricerca, ogni Paese membro dovrà inoltre istituire un registro nazionale con i nomi delle persone sottoposte ad intervento, in modo da monitorare gli effetti sul lungo periodo. (13 giugno 2001) 



Risoluzione del Parlamento europeo su alcune petizioni dichiarate ricevibili concernenti le protesi al silicone (petizioni 0470/1998 e 0771/1998). Seduta del 13 giugno 2001.




Il Parlamento europeo,

viste le petizioni 0470/1998 e 0771/199

– visto l'articolo 175, paragrafi 1 e 4, del suo regolamento con riferimento all'esame delle petizioni,

– visti gli articoli 21 e 194 del trattato CE che definiscono il diritto di petizione,

– vista la relazione STOA (Valutazione delle opzioni scientifiche e tecniche) del maggio 2000 sui rischi per la salute ingenerati dalle protesi al silicone in generale, con particolare riferimento alle protesi al seno,

–visti la relazione della commissione per le petizioni e i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori e della commissione per i diritti della donna e le pari opportunità (A5-0186/2001),

A. considerando i gravi problemi illustrati dai firmatari,

B. considerando che la Commissione europea sta elaborando una comunicazione sulle protesi al silicone (numero di programma: 2001/261, misure da prendere nel 2001),

C. considerando che, su iniziativa della commissione per le petizioni, hanno espresso il loro parere la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori e la commissione per i diritti della donna e le pari opportunità,

D. considerando che tali pareri raccomandano l'adozione dell'opzione 3 della relazione STOA, cioè non un divieto totale delle protesi al silicone, ma l'adozione e l'attuazione di misure specifiche concernenti l'informazione e una maggiore assistenza alle pazienti nonché la qualità dei prodotti e la ricerca di base,

E. considerando che persone sempre più giovani si sottopongono all'applicazione di protesi di materiale estraneo al corpo umano e che gli interventi di chirurgia estetica sono in costante aumento,

F. considerando che l'analisi sistematica degli impianti è finora insufficiente, valuta positivamente il fatto che la Commissione europea abbia l'intenzione di proporre nel 2001, in una comunicazione, misure concernenti le protesi al fine di garantire che siano della massima sicurezza e della migliore qualità possibili;

2. ricorda che per le protesi al silicone l'attenzione deve incentrarsi soprattutto sulla sicurezza e sulla qualità dei prodotti offerti alle pazienti e sul quadro terapeutico connesso all'intervento chirurgico;

3. raccomanda in particolare di tener conto, nelle misure da proporre, dei seguenti punti:

a) ogni paziente dovrebbe aver accesso ad un'informazione completa e gratuita messa a punto da esperti indipendenti,

b) qualsiasi pubblicità relativa a protesi mammarie nell'ambito della chirurgia estetica dovrebbe contenere indicazioni sui possibili pericoli, rischi residui e conseguenze per la salute di un tale intervento chirurgico,

c) la consegna, alla persona sottoposta a impianto, di un passaporto in cui figurino le specificità dell'impianto e le precauzioni postoperatorie da prendere; tale passaporto costituisce la scheda di consenso e su di esso devono figurare la firma del chirurgo e quella della paziente,

d) informazioni dettagliate in merito alle protesi mammarie, ad interventi successivi necessari e ad altre misure postoperatorie dovrebbero essere registrate nell'UE mediante l'istituzione obbligatoria di registri nazionali delle protesi mammarie tenuti in ogni Stato membro,

e) tali registri delle pazienti devono costituire una base dati per ricerche a lungo termine sulle protesi al silicone; il principio di riservatezza e il rispetto della vita privata delle pazienti devono imperativamente essere tenuti presenti nella messa a punto di tali registri,

f) il quadro terapeutico connesso ad un impianto dovrebbe includere: un incontro preliminare con il chirurgo responsabile dell'operazione, un'informazione chiara quanto ai rischi residui e a possibili effetti secondari di un impianto nonché alle soluzioni alternative, un adeguato periodo di riflessione, un'anamnesi approfondita preventiva nonché un'assistenza e un esame annuale postoperatori,

g) non si dovrebbero applicare protesi mammarie a fini estetici a pazienti di età inferiore a 18 anni;

4. insiste sulla necessaria realizzazione di programmi di ricerca al fine di garantire una legislazione europea avente l'obiettivo di aumentare e migliorare le misure volte a tutelare meglio la salute delle persone sottoposte ad impianto e di migliorare la certificazione, la commercializzazione e il controllo delle protesi;

5. raccomanda di portare avanti la ricerca scientifica e clinica, rivolgendo particolare attenzione a talune carenze che si registrano attualmente nella ricerca:

- incidenze a lungo termine - malattia e salute, conseguenze sistematiche per la salute in punti distanti dalle protesi (al di là dei disturbi autoimmuni e dei tumori) ed eventuali conseguenze per la salute dei figli delle donne sottopostesi a un impianto;

- tecniche affidabili per misurare le concentrazione di silicone nei fluidi e nei tessuti corporei, e reazioni del tessuto alla presenza di silicone;

- complicanze locali, ivi compresi effetti locali nel punto in cui è stata inserita la protesi;

6. raccomanda che le persone vittime di un impianto non riuscito di una protesi al silicone vengano curate e seguite sulla base della ricerca più avanzata;

7. ritiene che in materia la Commissione debba compiere ogni sforzo per essere coerente con la filosofia alla base dei criteri e principi di precauzione europei;

8. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai firmatari.


Competente il Tribunale per le cause di Lavoro con il nuovo rito civile. Clicca qui per la sentenza integrale ed il commento.

 

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